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	<title>Dottoressa Federica Massai | Psicologa, PhD, Psicoterapeuta a Firenze</title>
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		<title>BONUS PSICOLOGO 2022 &#8211; Alcune informazioni utili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federica Massai]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jul 2022 07:37:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bonus Psicologico 2022]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Psicoterapia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo scorso 27 giugno è stato pubblicato il Decreto del Ministero della Salute del 31 maggio 2022, &#8220;Contributo per sostenere le spese relative a sessioni di psicoterapia” cd Decreto Bonus Psicologico, che consentirà ai i cittadini che ne faranno richiesta, e avranno i requisiti come da decreto, di usufruire di un contributo fino ad un massimo&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scorso 27 giugno è stato pubblicato il <a href="https://cnop.img.musvc2.net/static/151940/assets/1/___%20ATTO%20COMPLETO%20___.pdf" target="_blank" rel="noopener">Decreto </a>del Ministero della Salute del 31 maggio 2022, &#8220;<strong><em>Contributo per sostenere le spese relative a sessioni di psicoterapia</em></strong>” cd <em>Decreto Bonus Psicologico</em>, che consentirà ai i cittadini che ne faranno richiesta, e avranno i requisiti come da decreto, di usufruire di un contributo fino ad un massimo di 600 euro per sostenere le spese di un intervento psicoterapeutico a livello privato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>CHE COS’ È IL BONUS PSICOLOGICO 2022?</strong></p>
<p>Si tratta di un’iniziativa rivolta ai cittadini perché possano ottenere degli incentivi statali finalizzati a sostenere sessioni di psicoterapia. Tali sessioni saranno fruibili presso psicologi privati con specializzazione in <strong>psicoterapia</strong>, che siano iscritti all&#8217;albo e che abbiano aderito all&#8217;iniziativa.</p>
<p>Il Bonus Psicologo 2022 è una grande novità in Italia e rappresenta uno straordinario passo avanti nel riconoscimento dell’importanza della <strong>salute psicologica</strong>. Ai cittadini viene fornita un’opportunità per prendersi cura del proprio benessere mentale, messo alla prova dalla pandemia e dal lockdown.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>CHI PUÒ USUFRUIRE DEL BONUS PSICOLOGO?</strong></p>
<p>Possono usufruire dell’agevolazione economica prevista dal Bonus Psicologo 2022 i cittadini in condizione di depressione, ansia, stress, bassa autostima e fragilità psicologica che, a causa della pandemia e della conseguente crisi socioeconomica, necessitano o possono trarre beneficio da un percorso psicoterapeutico. Non è prevista un’apposita certificazione per dimostrare tale condizione.</p>
<p>I cittadini che vogliono usufruire del Bonus Psicologo dovranno presentare la domanda sul portale INPS e scegliere lo psicoterapeuta presso cui svolgere le sedute. I professionisti che aderiscono all’iniziativa sono presenti nell’elenco consultabile sulle pagine web dell’INPS.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>REQUISITI E CARATTERISTICHE DEL RICHIEDENTE</strong></p>
<p>Il &#8220;Contributo per sostenere le spese relative a sessioni di psicoterapia&#8221; potrà essere richiesto sul portale dell’INPS e sarà erogato sulla base dell’ISEE dei richiedenti.</p>
<p>Secondo quanto stabilito dal decreto, il bonus sarà accessibile ai cittadini che abbiano un ISEE non superiore a 50 mila euro. I cittadini con un ISEE di un valore superiore a 50 mila euro risultano esclusi dall’agevolazione.</p>
<p>Sono state individuate tre fasce di reddito in base alle quali variano gli importi degli incentivi a cui si ha diritto:</p>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>ISEE sotto i 15.000 euro: si ha diritto a 600 euro,</li>
<li>ISEE tra 15.000 e 30.000 euro: si ha diritto a 400 euro,</li>
<li>ISEE tra 30.000 e 50.000 euro: si ha diritto a 200 euro.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>I contributi saranno assegnati una sola volta per richiedente con un valore ISEE valido e potranno essere utilizzati per coprire le spese di psicoterapia presso psicologi con specializzazione in psicoterapia, iscritti regolarmente all’albo degli psicologi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_39810" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><img aria-describedby="caption-attachment-39810" decoding="async" class="wp-image-39810 size-medium" title="bonus psicologico 2022" src="https://www.massaipsicologafirenze.it/wp-content/uploads/2022/07/inps-300x158.png" alt="" width="300" height="158" srcset="https://www.massaipsicologafirenze.it/wp-content/uploads/2022/07/inps-300x158.png 300w, https://www.massaipsicologafirenze.it/wp-content/uploads/2022/07/inps-1024x538.png 1024w, https://www.massaipsicologafirenze.it/wp-content/uploads/2022/07/inps-768x403.png 768w, https://www.massaipsicologafirenze.it/wp-content/uploads/2022/07/inps.png 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p id="caption-attachment-39810" class="wp-caption-text">cit. web</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>COME FARE PER RICHIEDERE IL BONUS PSICOLOGO 2022?</strong></p>
<p>Nei prossimi giorni i cittadini avranno modo di presentare la propria domanda sul sito dell&#8217;INPS. Potranno inviare la propria domanda online accedendo al servizio &#8220;Contributo sessioni psicoterapia&#8221; raggiungibile tramite home page del sito web <a href="https://www.inps.it/" target="_blank" rel="noopener">www.inps.it</a>, seguendo il percorso: &#8220;Prestazioni e servizi&#8221;, poi &#8220;Servizi&#8221; e &#8220;Punto d&#8217;accesso alle prestazioni non pensionistiche&#8221;, accertando la propria identità tramite Carta di Identità Elettronica (CIE), SPID oppure Carta Nazionale dei Servizi (CNS). Il sistema informatico, con l’inserimento dei dati personali, fornisce automaticamente le dichiarazioni sostitutive di autocertificazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Oltre alla modalità telematica, è possibile richiedere il bonus psicologo anche attraverso il contact center INPS contattando il numero verde 803.164 (gratuito da rete fissa) o il numero 06 164.164 (da rete mobile a pagamento).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ogni cittadino può presentare una sola richiesta.</p>
<p>Le richieste saranno gestite dall’INPS fino ad esaurimento delle risorse economiche che il Ministero ha messo a disposizione.</p>
<p>Una volta terminato il periodo di presentazione della domanda per il Bonus, l’INPS redigerà le graduatorie, valide fino ad esaurimento dei fondi disponibili. L’INPS individuerà i beneficiari, comunicherà loro l&#8217;accoglimento della richiesta ed assegnerà e invierà ad ogni beneficiario un codice univoco.</p>
<p>Per l&#8217;assegnazione del beneficio, avranno priorità coloro che hanno un ISEE più basso e sarà tenuto in considerazione l’ordine di arrivo della domanda.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>PER FRUIRE DEL BONUS&#8230;</strong></p>
<p>Per fruire del bonus psicologo e prenotare la seduta, il beneficiario dovrà comunicare il proprio codice univoco, assegnatogli dall’INPS, al professionista che ha scelto. Questo è tutto ciò che serve ai fini della prenotazione della prestazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il professionista, una volta verificata la disponibilità della quota per la propria prestazione, accederà alla pagina web dell’INPS e inserirà data della seduta e onorario.</p>
<p>L’INPS comunicherà al beneficiario l’importo utilizzato e la quota rimanente.</p>
<p>Dalla data di accoglimento della propria domanda, si avranno 180 giorni di tempo per utilizzare l’importo assegnato con il bonus psicologo 2022, scalando da esso al massimo 50 euro per seduta. Una volta trascorso questo periodo di tempo, il codice univoco si annullerà automaticamente e le risorse non utilizzate saranno riassegnate e ridistribuite nel rispetto della graduatoria.</p>
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		<title>“PSICO-PREGIUDIZI”: qualche mito da sfatare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federica Massai]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Apr 2022 07:54:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pregiudizi]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
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		<category><![CDATA[Salute mentale]]></category>
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		<category><![CDATA[Luoghi comuni]]></category>
		<category><![CDATA[Psico-pregiudizi]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Un po’ di tempo fa una persona di mia conoscenza si è trovata a dover affrontare un grosso e delicato intervento chirurgico. Le probabilità che questo non andasse a buon fine non erano trascurabili. L’équipe che l’aveva in cura propose a questa persona di andare dallo psicologo per aiutarsi. La persona in questione (cui poi l’intervento per fortuna è perfettamente riuscito!) non ci è mai andata. <em>“Dallo psicologo? No! Non sono mica matta!”</em>, diceva.</p>
<p>Quanti si riconoscono in questa frase? A quanti è capitato di averla pensata?</p>
<p>Questa come tante altre sono pregiudizi che circondano la figura dello psicologo. Come tutti i pregiudizi, anche questi nascono dall’ignoranza intesa come mancanza di conoscenza e dalla paura che accompagna sempre l’ignoto. Nel nostro Paese purtroppo la cultura psicologica è alquanto scarsa. Vediamo allora qualche “psico-pregiudizio” proveniente dall&#8217;esperienza e dal web e proviamo a scuoterlo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_39628" style="width: 573px" class="wp-caption aligncenter"><img aria-describedby="caption-attachment-39628" decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-39628 size-full" title="Psicologia, Pregiudizi, Psicoterapia, Psico-pregiudizi" src="https://www.massaipsicologafirenze.it/wp-content/uploads/2022/03/psi_prej.jpg" alt="" width="563" height="313" srcset="https://www.massaipsicologafirenze.it/wp-content/uploads/2022/03/psi_prej.jpg 563w, https://www.massaipsicologafirenze.it/wp-content/uploads/2022/03/psi_prej-300x167.jpg 300w" sizes="(max-width: 563px) 100vw, 563px" /><p id="caption-attachment-39628" class="wp-caption-text">cit. web</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>&#8220;Se vado dallo psicologo allora sono matto&#8221;</em></strong></p>
<p>Si tratta di un pensiero estremamente diffuso: l’idea di avere qualcosa di sbagliato, di essere malato (o matto addirittura) per lasciarsi anche solo avvicinare dall’idea di rivolgersi ad uno psicologo. Come se non bastasse, questi pensieri si trascinano dietro il senso di vergona legato a ciò che penserebbero gli altri se sapessero che si è intrapreso un percorso psicologico. Un po’ come se si diventasse portatori di una “lettera scarlatta”.</p>
<p>Tutta questa catena di pensieri tristemente non fa che peggiorare la situazione: avverto un disagio, penso di chiedere aiuto, ma poi concludo che non posso farlo perché non sono matto e perché non vorrei essere giudicato dagli altri… Conseguenza: resto solo con il mio disagio, appesantito da non poter perseguire la via individuata per recuperare benessere.</p>
<p>Forse vale la pena chiedersi cosa si è guadagnato? E magari dare un occhio anche a cosa si sta perdendo…</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>&#8220;Psicologo e psicoterapeuta sono sinonimi&#8221;</em></strong></p>
<p>Non è così.</p>
<p>Per dirla in due parole: lo Psicoterapeuta ha compiuto un percorso di specializzazione post universitaria in Psicoterapia, mentre lo Psicologo è “solo” laureato in Psicologia. La differenza nella quantità degli anni di studio comporta una diversità nelle competenze e quindi nelle possibilità di intervento.</p>
<p>Per una spiegazione più approfondita <a href="https://www.massaipsicologafirenze.it/faq/" target="_blank" rel="noopener">leggi qui</a> la mia FAQ dedicata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>&#8220;Lo psico si occupa esclusivamente dei disturbi mentali&#8221;</em></strong></p>
<p>Esistono molti ambiti in cui lo psicologo può intervenire. La cura della patologia mentale è soltanto uno. Ci sono colleghi che lavorano nello sport, nella formazione, nelle scuole, nelle aziende, nell’assistenza delle malattie croniche, nella ricerca…</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>&#8220;Lo psico interviene quando c&#8217;è malessere&#8221;</em></strong></p>
<p>Se con “malessere” si intende la “molla” che porta una persona a ricercare un aiuto, l’affermazione può essere vera in parte, ma di certo non è esaustiva. Lo psicologo è un professionista della salute, il suo lavoro non si esaurisce con la cura del disagio, ma la sua attività è finalizzata sia alla <em>prevenzione</em> che alla <em>promozione</em> della salute.</p>
<p>Nella <em>prevenzione</em> rientrano gli interventi rivolti ad impedire l’insorgenza di malattia o la sua progressione. Per <em>promozione</em> si intende il processo di <em>salutogenesi</em> (la costruzione della salute stessa), quindi tutte quelle attività finalizzate a migliorare le condizioni di salute e di vita della persona.</p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>&#8220;Lo psicologo mi legge nella mente e mi manipola&#8221;</em></strong></p>
<p>Me lo sono sentita ripetere svariate volte e posso assicurare che, oltre a non essere vero, provoca non poco fastidio. Gli psicologi non hanno poteri magici! Forse potrebbe essere divertente leggere nella mente degli altri, ma non siamo in grado di farlo…non provocateci inutile frustrazione!</p>
<p>E no, lo psicologo non “analizza” chiunque incontra mentre parla. Lo fa solo quando c’è una richiesta di aiuto. Non lavora gratis.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>&#8220;La terapia provoca dipendenza&#8221;</em></strong></p>
<p>Al contrario: obiettivo generale dei percorsi terapeutici è liberare l’altro dalle dipendenze. Fargli scoprire e riattivare le risorse in modo tale che questi possa procedere in autonomia verso il proprio progetto di vita.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>&#8220;Parlare con un amico è lo stesso!&#8221;</em></strong></p>
<p>Gli amici sono risorse importanti e fidati compagni di giorni lieti e meno lieti, ma benché possano avere buone capacità di ascolto, non sono formati per accompagnare e sostenere una persona in un percorso decisionale, di cambiamento, di ristrutturazione della personalità. Solitamente tendono a dare consigli e probabilmente a giudicare.</p>
<p>Attenzione: lo psicologo non dà consigli, non fornisce suggerimenti e non giudica. Piuttosto cerca di far sì che sia proprio la persona, in quanto migliore esperta di se stessa, a trovare dentro di sé le risposte necessarie e migliori per prendere decisioni e perseguire il proprio progetto di vita. A differenza dell’amico, lo psicologo è completamente disinteressato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>&#8220;Prendere una medicina è lo stesso!&#8221;</em></strong></p>
<p>Gli psicofarmaci sono sostanze che aiutano a placare i sintomi, necessarie quando c’è una psicopatologia di un certo livello. Ci sono situazioni in cui non si può prescindere dal loro aiuto. In molte altre, però, non è detto che siano così imprescindibili. Il rischio è che la persona che li assume benefici dell’attenuazione dei sintomi e si convinca di essere migliorata o guarita. In seguito alla sospensione della terapia, però, i fastidiosi sintomi ricompaiono. Che delusione! Questo perché il farmaco placa il sintomo, ma non la causa scatenante. Nel caso di una perdita, ad esempio, il farmaco aiuta a sentirsi meno tristi, ma non può né lenire il dolore dell’assenza, né attenuare la mancanza, né facilitare la persona a riorganizzare la propria vita.</p>
<p>Il farmaco non può sostituirsi a noi e alla nostra responsabilità nella gestione della propria vita. Non può modificare i pregiudizi, né fornirci abilità sociali mancanti.</p>
<p>Il lavoro psicologico permette di ottenere dei miglioramenti profondi attribuibili alle capacità della persona stessa e il benessere conquistato non è forse immediato, ma certamente duraturo nel tempo. Al contrario il farmaco riesce ad offrire un sollievo immediato (anche se spesso prima di apprezzarne gli effetti deve trascorrere un periodo di tempo non trascurabile), ma più effimero.</p>
<p>Vale la pena ricordare che ogni farmaco ha degli effetti collaterali e che qualora fosse richiesto un intervento farmacologico, questo funziona meglio se associato ad una psicoterapia.</p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>&#8220;La terapia dura tanti anni&#8221;</em></strong></p>
<p>Non è possibile stabilire a priori e con accuratezza la durata di un percorso psicologico. I fattori influenti sono molteplici. Durante il cammino non è raro che emergano nuovi elementi che possono far optare per delle deviazioni sul percorso inizialmente ipotizzato comportando una modifica dei tempi eventualmente previsti.</p>
<p>Molto dipende anche da quanto il cliente è “allenato” a muoversi su queste strade.</p>
<p>In generale i percorsi psicologici durano il tempo necessario, gli obiettivi del lavoro vengono concordati insieme da cliente e professionista. Il cliente ha sempre la possibilità di interrompere il percorso qualora lo ritenga opportuno per varie ragioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>&#8220;I percorsi psicologici sono costosi&#8221;</em></strong></p>
<p>Sicuramente rivolgersi a un professionista che ha studiato anni, ha svolto tirocini gratuiti e si è sottoposto ad una psicoterapia personale ha un suo costo. Quel denaro è un investimento per il proprio benessere.</p>
<p>Probabilmente converrebbe fare una riflessione sul perché molti di noi sono disponibili a spendere cifre consistenti per miracolosi prodotti di bellezza o interventi estetici di vario tipo, ma non lo sono altrettanto per un percorso finalizzato a migliorare il benessere della persona con se stessa e con gli altri.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_39620" style="width: 460px" class="wp-caption aligncenter"><img aria-describedby="caption-attachment-39620" decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-39620" title="Psicologia, Pregiudizi, Psicoterapia, Psico-pregiudizi, Cura, Salute mentale" src="https://www.massaipsicologafirenze.it/wp-content/uploads/2022/03/psi_questions-1922477_960_720.webp" alt="" width="450" height="450" srcset="https://www.massaipsicologafirenze.it/wp-content/uploads/2022/03/psi_questions-1922477_960_720.webp 720w, https://www.massaipsicologafirenze.it/wp-content/uploads/2022/03/psi_questions-1922477_960_720-300x300.webp 300w, https://www.massaipsicologafirenze.it/wp-content/uploads/2022/03/psi_questions-1922477_960_720-150x150.webp 150w" sizes="(max-width: 450px) 100vw, 450px" /><p id="caption-attachment-39620" class="wp-caption-text">cit. web</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>&#8220;Nessuno può capire come mi sento&#8221;</em></strong></p>
<p>Gli psicologi sono “addestrati” proprio per questo. Hanno sviluppato nel corso degli anni di studio e di pratica la capacità di mettersi nei pani dell’altro, senza lasciarsi allagare né sopraffare dalle loro emozioni. Non hanno la presunzione di sapere a priori come l’altro vive e si sente in una certa situazione. Ogni persona interpreta e sente in modo diverso uno stesso evento. E ogni evento si inserisce in modo diverso nella vita dei singoli e assume connotazioni differenti in funzione della storia di ognuno.</p>
<p>I professionisti “psico” hanno la disponibilità ad ascoltare l’altro per farsi accompagnare nel suo proprio mondo, così da poterlo davvero vederlo attraverso gli occhi del cliente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>&#8220;Chiedere aiuto è da deboli&#8221;</em></strong></p>
<p>Niente di più disorientante. Riconoscere di avere una forma di disagio e quindi bisogno di aiuto è segno di forza, di coraggio, di disponibilità e di amore verso se stessi. Attenzione: non significa non avere paura, timore. È naturale che queste emozioni siano presenti. Sta ad ognuno di noi decidere da cosa farsi guidare nelle proprie scelte.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>&#8220;Scoprirò di me cose che ignoro&#8221;</em></strong></p>
<p>È altamente probabile che un percorso di esplorazione di sé porti a scoprire qualcosa su cui prima non si era posta l’attenzione. Potrebbe trattarsi di qualcosa di gradevole e in questo caso non ci sarebbero problemi, ma potrebbe anche trattarsi di qualcosa di più fastidioso e faticoso. È importante considerare che in un percorso non si è mai da soli. Il professionista è costantemente al fianco del cliente, disponibile ad accompagnare a sostenere l’altro, nonché ad accogliere qualunque vissuto, scoperta, stato d’animo, con rispetto e assenza di giudizio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>&#8220;Lo psicologo ascolta passivamente in silenzio quel che dico&#8221;</em></strong></p>
<p>Beh che lo psicologo ascolti è certo, ma non si fa riferimento ad un ascolto annoiato e giudicante magari accompagnato da uno sguardo dall’alto verso il basso. Si tratta al contrario di un ascolto rispettoso e attento, non giudicante. Sapere ascoltare è una parte fondamentale della relazione, per instaurare la quale è necessario essere disponibili ad entrare nel mondo dell’altro. Questo è possibile solo attraverso un ascolto attivo.</p>
<p>Il lavoro psicologico non si esaurisce solo nell’ascolto. I colloqui non sono dei lunghi monologhi dei clienti: lo psicologo aiuta la persona a focalizzarsi sugli aspetti importanti, a guardare le cose da un punto di vista alternativo, a guidare una modificazione attiva di ciò che non funziona efficacemente. Cliente e professionista insieme sviluppano un processo creativo di comprensione e riorganizzazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>&#8220;Posso farcela da solo&#8221;</em></strong></p>
<p>Senza dubbio ognuno di noi è dotato di risorse e capacità quasi sconosciute, ma in grado di attivarsi al momento opportuno. Ciò a cui è bene fare attenzione è non cadere nella trappola del “di fronte ad ogni situazione sarò forte e autonomo”. Un pensiero così rigido non può che essere di ostacolo al cambiamento e alla ristrutturazione. Un’aspettativa così elevata verso se stessi non può che imbrogliare e deludere.</p>
<p>Riconoscere di aver bisogno di aiuto non distrugge l’idea di sé di persona “in gamba”, al contrario la arricchisce. Rivolgersi ad un professionista è un atto di umiltà, di consapevolezza e di amore verso la propria persona.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>&#8220;Io sono fatto così&#8221;</em></strong></p>
<p>Come sopra. La rigidità non è che un ostacolo nascosto dietro un’effimera idea di sé.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>PENSIAMO ALLA SALUTE&#8230;</b></p>
<p>Dopo questo excursus su alcuni “psico-pregiudizi” diffusi domandiamoci:</p>
<p>Perché la sofferenza fisica è considerata normale e quindi normale è cercare un aiuto specialistico, mentre la sofferenza psicologica deve passare in secondo piano? Magari nascosta, ignorata. Perché due pesi e due misure? Eppure secondo l’OMS la salute non è solo l&#8217;assenza di malattia, ma un più ampio<em> stato di benessere fisico, sociale e mentale</em>. Tale concetto è stato poi recentemente ampliato, per cui la salute è la <em>capacità di adattamento e di autogestione di fronte alle sfide sociali, fisiche ed emotive</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_39617" style="width: 660px" class="wp-caption aligncenter"><img aria-describedby="caption-attachment-39617" decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-39617 size-full" title="Psicologia, Pregiudizi, Psicoterapia, Psico-pregiudizi, Cura, Salute mentale, Promemoria, Salute" src="https://www.massaipsicologafirenze.it/wp-content/uploads/2022/03/un-block-notes-per-prendere-appunti-o-fare-schizzi.jpeg" alt="" width="650" height="432" srcset="https://www.massaipsicologafirenze.it/wp-content/uploads/2022/03/un-block-notes-per-prendere-appunti-o-fare-schizzi.jpeg 650w, https://www.massaipsicologafirenze.it/wp-content/uploads/2022/03/un-block-notes-per-prendere-appunti-o-fare-schizzi-300x199.jpeg 300w" sizes="(max-width: 650px) 100vw, 650px" /><p id="caption-attachment-39617" class="wp-caption-text">cit. web</p></div>
<p><strong>PROMEMORIA</strong></p>
<p>Alla luce di queste righe, allora, può essere illuminante ricordare:</p>
<ul>
<li>I problemi psicologici fanno parte della vita di tutti, sono molto diffusi, molto più della psicopatologia. Sottovalutarli non è necessariamente sinonimo di intelligenza/lungimiranza…</li>
<li>Lo psico è un professionista della “relazione d’aiuto” il cui obiettivo è migliorare la qualità della vita delle persone, quindi è tutto da guadagnare!</li>
<li>Rivolgersi allo psicologo tempestivamente consente di prevenire l’instaurarsi di un disagio più strutturato che potrebbe compromettere il funzionamento della persona.</li>
<li>Cercare un aiuto psicologico non significa avere un disturbo mentale. Nella vita di ognuno ci sono dei momenti di maggiore fragilità in cui le proprie risorse sembrano bloccate, momenti di sofferenza emotiva, momenti di difficoltà legati a una scelta da dover prendere, a un cambiamento cui adattarsi…</li>
</ul>
<p>Così come si è attenti a prendersi cura del corpo, mantenendolo giovane e tonico, così dovremmo riservare delle attenzioni all’allenamento della mente, del nostro mondo emotivo. Ciò consentirebbe di liberarsi dalle zavorre del passato e di gestire il presente e il futuro con maggiore destrezza.</p>
<p><em>Si va e si può andare dallo psicologo per prendersi cura di sé.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.massaipsicologafirenze.it/2022/04/06/psico-pregiudizi-qualche-mito-da-sfatare/">“PSICO-PREGIUDIZI”: qualche mito da sfatare</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.massaipsicologafirenze.it">Dottoressa Federica Massai | Psicologa, PhD, Psicoterapeuta a Firenze</a>.</p>
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		<title>LA FUNZIONE PREZIOSA DELLE LACRIME: “L’infilatrice di lacrime” come metafora dell’incontro psicologico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federica Massai]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Mar 2022 13:39:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Albi illustrati]]></category>
		<category><![CDATA[Lacrime]]></category>
		<category><![CDATA[Pianto]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Psicoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[Salute mentale]]></category>
		<category><![CDATA[Accoglienza]]></category>
		<category><![CDATA[Incontro psicologico]]></category>
		<category><![CDATA[Infilatrice di lacrime]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La vita quotidiana è spesso ricca di spunti di riflessione. Qualcosa di piccolo, non necessariamente eclatante, che diventa però di rilievo perché offre la possibilità di ampliare il pensiero, di creare connessioni e costruire significati. È il caso del mio incontro, non molto tempo fa, con un libro apparentemente per bambini. È un albo illustrato&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.massaipsicologafirenze.it/2022/03/10/la-funzione-preziosa-delle-lacrime-linfilatrice-di-lacrime-come-metafora-dellincontro-psicologico/">LA FUNZIONE PREZIOSA DELLE LACRIME: “L’infilatrice di lacrime” come metafora dell’incontro psicologico</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.massaipsicologafirenze.it">Dottoressa Federica Massai | Psicologa, PhD, Psicoterapeuta a Firenze</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La vita quotidiana è spesso ricca di spunti di riflessione. Qualcosa di piccolo, non necessariamente eclatante, che diventa però di rilievo perché offre la possibilità di ampliare il pensiero, di creare connessioni e costruire significati. È il caso del mio incontro, non molto tempo fa, con un libro apparentemente per bambini. È un albo illustrato che ho avuto modo di conoscere ed apprezzare profondamente: “L’infilatrice di lacrime” scritto da Franca Perini, illustrato da Anna Pedron, edito da Kalandraka nel 2019.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<div style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" loading="lazy" title="Albi illustrati, Pianto, Infilatrice di lacrime, Incontro psicologico" src="https://www.massaipsicologafirenze.it/wp-content/uploads/2022/03/Cattura-300x176.jpg" alt="" width="300" height="176" /><p class="wp-caption-text">L’infilatrice di lacrime F. Perini, A. Pedron Kalandraka, 2019</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Chi è l’infilatrice di lacrime?</em></strong></p>
<p>Si tratta di un albo delicato e profondo in cui una bambina raccoglie le lacrime che trova abbandonate, ignorate. Sono lacrime differenti fra di loro, legate ad ogni età della vita: il tempo trascorso che non tornerà, le occasioni perdute, le parole di conforto non ricevute, l’amore non ricambiato, la malattia, la brutta notizia… La bambina le solleva con pazienza, le infila una accanto all’altra e le mette al collo, come fossero un ornamento, restituendo loro la dignità che meritano. Lascia a terra quelle più sfavillanti, quelle di gioia, così che anche gli altri possano trovarle.</p>
<p style="text-align: center;"><em>“Le cercava dovunque e ne trovava dappertutto. </em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Le raccoglieva a mani nude, con cura.”</em></p>
<div id="attachment_39465" style="width: 1034px" class="wp-caption aligncenter"><img aria-describedby="caption-attachment-39465" decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-39465 size-large" title="Pianto, Lacrime, Neonato, Bambini, Psicologia, Perinatalità" src="https://www.massaipsicologafirenze.it/wp-content/uploads/2022/03/i_piccoli_disturbi_del_neonato-1024x768.jpg" alt="" width="1024" height="768" srcset="https://www.massaipsicologafirenze.it/wp-content/uploads/2022/03/i_piccoli_disturbi_del_neonato-1024x768.jpg 1024w, https://www.massaipsicologafirenze.it/wp-content/uploads/2022/03/i_piccoli_disturbi_del_neonato-300x225.jpg 300w, https://www.massaipsicologafirenze.it/wp-content/uploads/2022/03/i_piccoli_disturbi_del_neonato-768x576.jpg 768w, https://www.massaipsicologafirenze.it/wp-content/uploads/2022/03/i_piccoli_disturbi_del_neonato-1536x1152.jpg 1536w, https://www.massaipsicologafirenze.it/wp-content/uploads/2022/03/i_piccoli_disturbi_del_neonato.jpg 1860w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><p id="caption-attachment-39465" class="wp-caption-text">cit. web</p></div>
<h6 style="text-align: center;"></h6>
<p><strong><em>Abbiamo familiarità con le lacrime?</em></strong></p>
<p>Viviamo in una società in cui parlare della sofferenza, delle difficoltà, è difficile. Ci sono e ci siamo imposti canoni per cui bisogna essere sempre allegri, giovani, belli, performanti. Nonostante questo, ci sono degli aspetti che inevitabilmente provocano dolore, delle esperienze che portano gli occhi ad allagarsi. In generale, però, facciamo fatica a parlarne.<br />
Eppure ognuno di noi ha una discreta familiarità con le lacrime.<br />
Basta pensare che il pianto è la prima e unica forma di comunicazione del neonato. È raro che sia indice di una sofferenza organica (coliche, reflusso, intolleranze…). Più probabile che si riferisca ad uno stato emotivo, a un disagio, a una mancanza di attenzione, di affetto e di interesse verso di lui.<br />
Lo sviluppo della specie umana ci insegna che i bambini che piangono di più sono quelli che hanno maggiori probabilità di sopravvivenza, perché richiamano continuamente l’attenzione delle figure di accudimento. In questo modo i bambini non solo soddisfano i bisogni primari fisiologici e di sicurezza, ma attivano la molla per creare il legame di attaccamento con chi lo accudisce.<br />
I bambini più grandicelli, poi, attraverso il pianto provano a comunicare qualcosa che non sono in grado di dire a parole. È compito dell’adulto aiutarlo a chiarire il vissuto e ad esprimerlo dando un nome alle sue emozioni trasmettendo il messaggio che ognuna di esse ha ragione d’essere. In altre parole, l’adulto deve fungere da contenitore emotivo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Le lacrime degli adulti?</em></strong></p>
<p>Se da una parte possiamo essere sufficientemente bravi da gestire le lacrime dei piccolini, più scricchiolanti sembriamo diventare quando le lacrime escono dagli occhi di una persona grande. A ben pensare, però, sono innumerevoli le occasioni in cui possiamo avere necessità di piangere. In generale questo accade quando le emozioni che proviamo sono talmente forti da prendere il sopravvento su ciò che pensiamo rendendoci così incapaci di verbalizzarle. Le lacrime sono pressoché sempre più veloci delle parole. Quando ci capita di assistere al pianto di un’altra persona, noi grandi avvertiamo la fretta di tradurre in parole quelle goccioline che prepotentemente si affacciano negli occhi dell’altro. Attenzione: questa fretta rischia, per dirla in termini rogersiani, di banalizzare l’esperienza, proponendo interpretazioni superficiali, scontate e banali.<br />
Invece di proporre interpretazioni, allora, poniamoci in ascolto. Le lacrime sono veicolo di empatia. Chi piange vive l’emozione in prima persona e allo stesso tempo la comunica all’altro, proprio così come lui stesso ne fa esperienza in quel “qui e ora”. In questo modo, consente all’altro di osservare come sta vivendo l’emozione, quali caratteristiche ha, quale colore, quale intensità…</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>L’altro piange accanto a me, come mi posso sentire?…</em></strong><br />
Invitiamo l’iniziale sensazione di disagio ad allontanarsi. Sentiamoci onorati di poter essere vicino a qualcuno che ha bisogno di piangere: significa che l’altro ci ritiene degni di avvicinarsi, accedere, al suo mondo emotivo, alla parte di sé più intima. Non è raro che chi si lascia andare al pianto lo fa proprio con persone che sono in grado di rispondere positivamente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Cosa significa ‘saper rispondere’? </em></strong><br />
Se da un lato la risposta migliore alle lacrime può essere soggettiva e solo chi piange più o meno sa cosa vorrebbe che l’altro facesse, di sicuro è poco opportuno squalificare quelle lacrime, ridicolizzarle o minimizzarle con reazioni del tipo “sei grande per piangere”, “non c’è ragione di piangere”, “piangi per questo (insulso) motivo?”, “sii forte”, “piangere è da femmine”.<br />
Per favore, impegniamoci a cancellare dal nostro serbatoio delle risposte automatiche queste frasi, con i grandi, ma anche con i piccoli!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Cosa può essere meglio fare, allora? </em></strong><br />
Intanto mordiamoci la lingua se sentiamo che una delle frasi incriminate sta per uscire. Accettiamo poi il fatto che, come accennato sopra, la risposta migliore è conosciuta solo dalla persona che sta piangendo. Stiamo un attimo in silenzio. Poi proviamo ad accarezzare, toccare o abbracciare l’altro. Se questo non fosse opportuno, per varie ragioni (pandemia, livello di confidenza con l’altro), accarezziamola verbalmente: esprimiamo con le parole la nostra vicinanza e la nostra disponibilità ad accogliere le lacrime. Non lasciamo sola la persona che sta piangendo. Magari è già in imbarazzo per il fatto stesso di piangere in presenza di qualcun altro, non facciamola sentire aliena. Mostriamo rispetto.<br />
Ricordiamo che l’infilatrice di lacrime trasforma in ornamento le lacrime che trova lungo il cammino. Non le ignora, non si gira dall’altra parte.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_39464" style="width: 395px" class="wp-caption aligncenter"><img aria-describedby="caption-attachment-39464" decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-39464 size-full" title="Albi illustrati, Infilatrice di lacrime, Pianto, Incontro psicologico" src="https://www.massaipsicologafirenze.it/wp-content/uploads/2022/03/img_20200519_152439-01.jpeg" alt="" width="385" height="684" srcset="https://www.massaipsicologafirenze.it/wp-content/uploads/2022/03/img_20200519_152439-01.jpeg 385w, https://www.massaipsicologafirenze.it/wp-content/uploads/2022/03/img_20200519_152439-01-169x300.jpeg 169w" sizes="(max-width: 385px) 100vw, 385px" /><p id="caption-attachment-39464" class="wp-caption-text">L’infilatrice di lacrime F. Perini, A. Pedron Kalandraka, 2019</p></div>
<h6 style="text-align: center;"></h6>
<p><strong><em>Come considerare quindi il pianto?</em></strong><br />
Il pianto è prezioso. È un sostegno che ci aiuta a capire che qualcosa non va circa l’esperienza che stiamo vivendo e che porta alle lacrime. In questi termini, è uno strumento di crescita, per i piccoli, ma anche per i grandi. Gli occhi che si bagnano sono un campanello d’allarme. C’è qualcosa che il nostro organismo sta cercando di comunicarci, qualcosa che da dentro grida per ottenere la nostra attenzione. Forse non lo comprendiamo, non lo sappiamo a livello consapevole, ma il nostro corpo prova a darci un suggerimento. Si tratta di qualcosa di importante, che merita non solo la nostra attenzione, ma anche il nostro rispetto e la nostra cura. La stessa cura che la bambina protagonista dell’albo citato mostra di avere verso quelle lacrime che trova in ogni dove.<br />
È qui che L’infilatrice diventa metafora dell’incontro psicologico.<br />
L’attenzione e la cura che la bambina mostra verso le goccioline abbandonate sono le stesse che si possono trovare proprio in un incontro psicologico, dove le emozioni, anche quelle più sgradevoli -che tendenzialmente vorremmo ignorare- sono “raccolte a mani nude”, senza timore, senza cercare di allontanarsi. Questo è l’atteggiamento del professionista, che senza giudizio, ma con profondo rispetto e interesse è disponibile ad accompagnare l’altro nell’esplorazione dei propri vissuti. Come ad ognuno di noi naturalmente capita di ridere, così ad ognuno di noi capita altrettanto naturalmente di soffrire.<br />
In fin dei conti <em>Piangere è di tutte le persone che sono vive</em>, <em>è universale come ridere</em> (tratto da “Perché piangiamo?” di F. Pintadera, illustrato da A. Sender, edito da Fatatrac, 2018).</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_39470" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><img aria-describedby="caption-attachment-39470" decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-39470 size-full" title="Perché piangiamo?, Lacrime, Pianto, Albi illustrati, Incontro psicologico" src="https://www.massaipsicologafirenze.it/wp-content/uploads/2022/03/PERCHE-PIANGIAMO-04.jpg" alt="" width="800" height="343" srcset="https://www.massaipsicologafirenze.it/wp-content/uploads/2022/03/PERCHE-PIANGIAMO-04.jpg 800w, https://www.massaipsicologafirenze.it/wp-content/uploads/2022/03/PERCHE-PIANGIAMO-04-300x129.jpg 300w, https://www.massaipsicologafirenze.it/wp-content/uploads/2022/03/PERCHE-PIANGIAMO-04-768x329.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><p id="caption-attachment-39470" class="wp-caption-text">Perché piangiamo? F. Pintadera, A. Sender Fatatrac, 2018</p></div>
<h6 style="text-align: center;"></h6>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.massaipsicologafirenze.it/2022/03/10/la-funzione-preziosa-delle-lacrime-linfilatrice-di-lacrime-come-metafora-dellincontro-psicologico/">LA FUNZIONE PREZIOSA DELLE LACRIME: “L’infilatrice di lacrime” come metafora dell’incontro psicologico</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.massaipsicologafirenze.it">Dottoressa Federica Massai | Psicologa, PhD, Psicoterapeuta a Firenze</a>.</p>
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